venerdì 11 dicembre 2015

Le donne che sognano...


Le donne che sognano camminano piano e ti accarezzano con uno sguardo che sembra schiuderti i cancelli di un mondo perduto, sono trasparenti come la loro pelle, delicate.
Sempre in cerca di compiere un viaggio mai percorso, un desiderio mai vissuto.
Tenaci e docili insieme, sembrano accogliere l'universo intero, il paradiso, quando ridono e ti amano.
Sono le eterne viaggiatrici dell'anima, che incantano con la loro voce, i sussurri velati, loro silenzi di cielo.
Per loro l'amore è come un grande lenzuolo bianco che si agita nel vento d'estate così velocemente che non lo si riesce a vedere, eppure ti avvolge.
Come una notte fatta di "stelle danzanti" e cadenti, che ti addormenta senza sonno, che ti fa vedere senza guardare.
Il tempo si ferma con loro e i "forse" diventano "ora" e tornano a sbocciare in possibilità infinite che si sciolgono tra i loro capelli, sparsi d'aria.
Le donne che sognano lo fanno come una vocazione, creano nuovi luoghi, senza fretta, quasi per caso, sorridendo per farti sorridere, si fanno tenere per mano ma ti guidano oltre la pelle, oltre l'amore, fino in fondo a dove puoi arrivare e ancora oltre alla meraviglia per riceverle e proteggere i loro incanti.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/frasi-citazioni-donna/frase-284999?f=a:18929>

martedì 8 dicembre 2015

L'insostenibile leggerezza dell'essere, Kundera


È un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogiamo qualcosa (l'amore) dell'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-125378?f=w:47>

lunedì 30 novembre 2015

Oceano Mare, Baricco


"La vita si ascolta cosi' 
come le onde del mare..... 
Le onde montano... 
crescono... 
cambiano le cose... 
Poi, tutto torna come prima... 
ma non e' piu' la stessa cosa... "

”La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -soloricevere- negli occhi - il mondo.“

"..Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. 
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa' anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala richezze, non da' risposte, e' saggio, e' dolce, e' potente, e' imprevedibile. 
Ma soprattutto: il mare chiama. 
Non fa' altro, in fondo, che questo:chiama 
Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole. 
Puoi anche far finta di niente, ma non serve. 
Continuerà a chiamarti. 
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. 
Instancabilmente, li sentirai chiamare. 
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà." 


giovedì 26 novembre 2015

La Speranza


Quando Pandora riapri il vaso datole da Zeus, usci la speranza ed il mondo riprese a vivere.

E' vero che la curiosità femminile spesso porta spesso a perdere il controllo delle cose, a creare situazioni destabilizzanti. 
Però l'energia femminile e' densa di nuove possibilità, di apertura, di Amore...


venerdì 30 ottobre 2015

Citazioni da "L'Arte di Amare", Erich Fromm


La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore. (pg 14)

Anche nella civiltà occidentale contemporanea, l’unione col gruppo è la maniera più frequente persuperare l’isolamento. È un’unione in cui l’individuo si annulla in una vasta comunità, e il suo scopo è quello di far parte del gregge. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore dellasolitudine. (pg. 26)

In contrasto con l’unione simbiotica, l’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità.L’amore è un potere attivo dell’uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso di isolamento e separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità. Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, tuttavia restano due. (pg. 32)

Se amate senza suscitare amore, vale a dire, se il vostro amore non produce amore, se attraverso l’espressione di vita di persona amante voi non diventate una persona amata, allora il vostro amore è impotente, è sfortunato. (pg. 36)

Rispetto non è timore né terrore; esso denota, nel verso senso dalla parola (respicere = guardare), la capacità di vedere una persona com’è, di conoscerne la vera individualità. Rispetto significa desiderare che l’altra persona cresca e si sviluppi per quello che è. (pg. 39)

Se posso dire a un altro “ti amo”, devo essere in grado di dire “amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso”. (pg.56)

Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amaresolo gli altri, non può amare completamente. (pg. 68)

La capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare. (pg. 119)


Citazioni "Il codice dell'anima" di Hillman


Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. (pg. 19)

Questo libro ha per argomento la vocazione, il destino, il carattere, l’immagine innata: le cose che, insieme, sostanziano la “teoria della ghianda”, l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta. (pg. 21)

Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, ci dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino. (pg. 23)

Dobbiamo prestare particolare attenzione all’infanzia, per cogliere i primi segni del daimonall’opera, per afferrare le sue intenzioni e non bloccargli la strada. Le altre conseguenze pratiche vengono da sé: a)riconoscere la vocazione come un dato fondamentale dell’esistenza umana; b)allineare la nostra vita su di essa; c)trovare il buon senso di capire che gli accidenti della vita, compresi il mal di cuore e i contraccolpi naturali che la carne porta con sé, fanno parte del disegno dell’immagine, sono necessari a esso e contribuiscono a realizzarlo. (pg. 23)

Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa: alla fine verrà fuori. Il daimon non ci abbandona. (pg. 24)

Voglio che riusciamo a vedere come ciò che fanno e che patiscono i bambini abbia a che fare con la necessità di trovare un posto alla propria specifica vocazione in questo mondo. I bambini cercano di vivere due vite contemporaneamente, la vita con la quale sono nati e quella del luogo e delle persone in mezzo a cui sono nati. L’immagine di un intero destino sta tutta stipata in una minuscola ghianda, seme di una quercia enorme su esili spalle. E la sua voce che chiama è forte e insistente e altrettanto imperiosa delle voci repressive dell’ambiente. La vocazione si esprime nei capricci e nelle ostinazioni, nelle timidezze e nelle ritrosie che sembrano volgere il bambino contro il nostro mondo, mentre servono forse a proteggere il mondo che egli porta con sé e dal quale proviene. (pg. 29)

L’anima discende in quattro modi: attraverso il corpo, i genitori, il luogo, le condizioni esterne.

Per prima cosa, il corpo: discendere, cioè crescere, significa ubbidire alla legge di gravità, assecondare la curva discendente che accompagna l’invecchiamento.

Secondo, accettare di essere un membro della tua famiglia, di fare parte del tuo albero genealogico, così com’è, con i suoi rami contorti e i suoi rami marci.

Terzo, abitare in un luogo che sia adatto alla tua anima e che ti leghi a sé con doveri e usanze.

Infine, restituire, con gesti che dichiarano il tuo pieno attaccamento a questo mondo, le cose che l’ambiente ti ha dato. (pg. 87)

Ciò che serve, l’anima lo usa. Sono strabilianti, anzi, la saggezza e il senso pratico che essa dimostra nell’utilizzare accidenti e disgrazie. (pg. 258)

A questo punto, diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita: comunque siamo, non potevamo essere altrimenti. Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L’occhio della necessità svela che ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere. (pg. 262)